February 3rd, 2012 / No Comments » / by alebino

Vi state domandando che c’entra San Biagio con la Sanità pubblica? Lasciatemi spiegare.
Lo scorso anno in seguito a non mi ricordo più il numero di tonsilliti passate decido di farmi vedere così vado dal mio medico di base a raccontargli tutto il quale mi prescrive una visita specialistica in Orl per tonsilliti croniche. Prendo la cornetta e chiamo l’ufficio prenotazioni dell’ospedale più vicino e fisso l’appuntamento che sarà dopo circa due mesi. Mi faccio guardare bene in gola e mi dicono che verrò chiamato in estate (quindi dopo circa cinque mesi) per la visita preoperatoria.
Arriva l’estate e non ricevo telefonate. Arriva settembre e ancora non ricevo telefonate. Ad ottobre ricevo la chiamata e a novembre vado a fare le visite pre operaorie.
Mi sveglio a digiuno, mi trascino prestissimo come mi era stato detto all’ospedale, mi perdo per i corridoi della nuova struttura mi metto in coda per l’accettazione, per il prelievo, per l’ecg, per il colloquio col medico e me ne vado a casa con un “verrai presto chiamato”. Ora è febbraio dell’anno successivo e di chiamate non ne ho ricevute.
Ieri passeggiando per le vie del mio quartiere vedo una locandina.
Cappella di San Biagio – Venerdì 3 febbraio 2012 – Benedizione delle gole.
Profonde? Cioè con gole intendono anche gli accessori che si accompagnano a questa zona anatomica? Se si allora la benedizione comprende anche le tonsille no?
E’ un ragionamento che non fa una piega. Io esco di casa, attraverso il vicolo buio e tempestoso, attraverso la strada, entro in chiesa, se non crolla al mio eretico passaggio la perlustro per bene alla ricerca della Cappella di San Biagio e mi metto in coda (unica cosa in comune con il percorso fatto nella sanità pubblica) e mi farò benedire gola e accessori annessi.
Dite che funzionerà?
Confido nel santo protettore della gola! San Biagio aiutami tu! Questa sera avrò una gola decisamente benedetta e se mi verrà un’altra tonsillite San Biagio preparati che ti verrò a cercare in ogni dove!
Posted in: Perchè mai?, Venerdì Casual
Tags: benedizione, gola, lista di attesa, sanbiagio, sanità pubblica
February 2nd, 2012 / 6 Comments » / by alebino

Da quando sono diventato uno splendido padroncino di un animale domestico (Martino, gatto europeo bianco e rosso, vedi foto n.d.r.) mi sono trovato a dovermi interfacciare anche con i veterinari.
Dicono che gli animali domestici assomiglino ai propri padroni infatti il Martino ne ha sempre una esattamente come me e per questo motivo di veterinari ne ho visti parecchi, ma andiamo con ordine. Ho notato che sono tutti speciali, le persone con le quali ho conversato e fanno questo mestiere hanno una sensibilità infinita, una pazienza da invidia pura e una calma mai vista. Lo noto io che sono sempre nervoso, agitato e prendo paura anche se qualche collega da dietro la scrivania mi chiama per andare a fare pausa a base di caffè d’orzo.
Il primo veterinario che ho conosciuto per scopi medici è stato il veterinario color amaranto. Ve lo descrivo così capite bene con che persona io ho a che fare. Il veterinario color amaranto è alto quasi più di me, io sono 186 cm, abbronzato, con una bella testa rotonda e lucida. Ha un tono di voce profondo da uomo e uno sguardo che ti dice: stai tranquillo il tuo gatto non ha niente di serio. Ha delle mani grandi con lunghe dita, di quelle mani che comunemente dicono essere speciali per pianisti. Veste sempre con una divisa color amaranto che bene gli sta se lo si guarda nel suo insieme. Le spalle sono grandi si capisce che sotto quella divisa da dottore ci sono dei muscoli degni di nota così quando vado per il vaccino per la visita del caso o come stamattina per tagliare quelle parti là sotto io faccio dei viaggi mentali che non vi posso scrivere qui. *
Entro, mi parla e sono in estasi. La prima volta che l’ho visto sono rimasto impietrito, di sasso, immobile come una ragazzina ai primi anni di liceo che vede il ragazzo più grande e sbava. Ecco io ero così. Dopo la prima esperienza ho deciso di non andarci più da solo e di portarmi qualcuno perché mi sono accorto che tornavo a casa e non mi ricordavo più se l’antipulci lo dovevo mettere dopo una o due settimane, se la visita era il giorno otto oppure il giorno diciotto dello stesso mese o del mese successivo.
Praticamente annebbiato dal suo carisma!
Il secondo veterinario è il veterinario color celeste. Lui ha optato per una divisa dal colore differente. L’ho conosciuto quando il Martino si è preso una brutta infezione all’occhio. Sono andato là con la mia amica S. perché come ho detto prima meglio essere in due a sentire le cose e infatti non mi sbagliavo.
Di fattezza e conformazione completamente diversa dal primo il veterinario color celeste è più basso di me, capelli rasati stile marine e un culo… ma un culo… che ciao!
Classica scena, gli cade la penna (grande Martino che con la tua zampuccia l’hai fatta cadere!!!) e lui si china per raccoglierla.
ANSIA PANICO GENERALE
Io e S. guardiamo proprio lì e ci incantiamo come in estasi da speziati balsami poi ci guardiamo e con un impercettibile gesto del capo ci diciamo: porca miseria che gnocco e che culo!
Questa mattina sono tornato dal veterinario color amaranto per far diventare un po’ meno maschio il mio Martino e oggi nel pomeriggio devo ritornare a prenderlo. Quasi quasi prima di andare a casa mi imbelletto tutto, mi impomato i capelli e mi presenterò con tutto il mio entusiasmo e splendore per ritirare il gatto un po’ meno maschio!
Bino, sogna di meno!
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Tags: amaranto, animali, celeste, dottori, gatto, veterinario
January 27th, 2012 / 3 Comments » / by alebino

Ieri sera mi telefona la mia amica Mara e mi dice: “amico, non sai cosa è successo oggi… VADO A SANREMO!”
… silenzio
“Cioè hai capito? Vado a Sanremo per lavoro e forse ho un posto per la prima serata”
… silenzio
“Cioè non so bene ma mi hanno detto che se non viene il boss entro dentro io”
… silenzio
“Amico, ci sei? Pronto?”
… silenzio
“Amico, sei svenuto? Mi senti? Sanremo, festival di Sanremo, fiori, casinò, passerella, green room.”
… silenzio
“Mi stavo domandando una cosa, secondo te ci va l’abito lungo per la prima?”
… silenzio
“Si perché è un casino prima sono a Casa Sanremo perché vengono gli artisti a provare i trucchi con il visagista delle dive”
… silenzio
… silenzio
… silenzio
DA IERI SERA HO UN’AMICA IN MENO, ecco l’ho detto!
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Tags: amici, ex amici, festival, fiori, kermesse, sanremo
January 26th, 2012 / 2 Comments » / by alebino

Una marea di cinici su twitter e facebook ci prendono per il culo perché ieri siamo tutti usciti dagli uffici ma vedo che sono lontani e non hanno avvertito la forte scossa di terremoto dell’altra notte e di ieri mattina. Forse loro sono temerari, forti o forse non hanno provato paura.
Anche nel mio ufficio c’è chi se ne è fregato ed è rimasto dentro ma io ho deciso di uscire seguendo la massa probabilmente spinta da un comunicato della protezione civile o probabilmente spinta da una colossale bufala.
(Solo dopo qualche ora si è capito che è stato scambiato un comunicato di allerta con un comunicato di vero e proprio sgombero ma l’ansia e la paura si sa non hanno regole)
A chi credere?
A chi dice uscite perché è prevista una scossa di magnitudo 5.5, cosa per altro non prevedibile con gli strumenti attuali, oppure a chi dice che siamo tutti dei coglioni e non c’è alcun pericolo?
Io ho deciso di stare comunque fuori perché di rischiare non ne avevo proprio voglia. Sarò anche un cotechino impaurito ma meglio non avere niente sulla testa che può crollare, no?
Da sempre mi ripeto: “stai alla larga da arroganti e spacconi e da tutti quelli che ostentano la loro virilità e il loro coraggio”. Nella mia seppur breve vita ho sempre avuto il modo di ricredermi. Più fanno la voce grossa, più sono spacconi e più hanno paura. Avere paura non è sport per uomini-veri®. Dimostrare di avere paura equivale ad ammettere che si fa ancora la pipì a letto a quaranta anni. Imbarazzante, ma perché? Perché non si deve avere paura altrimenti si viene etichettati come fifoni, bambini e mi fermo per non aumentare la lista di aggettivi. Perché invece non si può ammettere in tutta tranquillità e serenità che ci sono cose nella vita che ci fanno paura e abbassare la cresta e smettere di criticare chi dopo una notte passata quasi insonne per colpa del terrremoto crede allo spauracchio dell’evacuazione causa scossa imminente?
La volete piantare di criticare? Come si fa a criticare la paura che prova una persona? Smettetela. Fate prima ad ammettete che anche voi avete preso paura oppure dite semplicemente non me ne sono accorto ma lasciate in pace chi la paura l’ha provata realmente.
Ecco, l’ho detto e ora sono più contento! Vivo bene con le mie ansie quasi quotidiane e non nascondo le mie paure anche se ammetto che spesso viene istintivo nascondersi dietro un dito piuttosto di farsi vedere vulnerabili.
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Tags: ansia, evacuazione, paura, terremoto, verona
January 25th, 2012 / 4 Comments » / by alebino

Questa notte a Verona si è avvertita una scossa di terremoto di magnitudo 4.2 con epicentro a pochissimi km da casa mia.
Io stavo dormendo e mi sono svegliato di soprassalto sentendo rumori e vibrazioni. Di impulso ho subito urlato al gatto di smetterla di giocare vicino al letto poi però mi sono accorto che erano troppe le vibrazioni perché fossero causate da un gattino rosso di cinque mesi.
La cosa che mi ha più impressionato a parte le vibrazioni è stato il rumore. Le ante dell’armadio sbattevano, i bicchieri tintinnavano in cucina e credo che come da me anche negli altri appartamenti limitrofi le cose sbattevano e tintinnavano. Per tutta la durata del sisma i rumori di tutte le case unite hanno provocato un rumore nuovo, forte ma strano, mai sentito.
Subito cominciano ad arrivare messaggi sul telefonino. Cose classiche del tipo, “stai bene” oppure “l’hai sentito, io ho paura” e via discorrendo.
Vado su facebook e twitter e scrivo che c’è stato il terremoto, come me tutti quelli abbastanza social stavano scrivendo e commentando il #terrmoto. Commenti a non finire, persone che si tenevano occupate sui social network per non pensare forse alla paura appena passata, per esorcizzarla in qualche modo. Ci siamo trovati in tanti insonni e incapaci di addormentarci immediatamente.
Arrivano notizie di persone che si sono messe a dormire in macchina nell’attesa che la situazione si calmasse. Persone con piccole crepe nell’intonaco di casa, persone che addirittura non l’avevano sentito (mah!). Abbiamo così trascorso un’ora e mezza abbondante a parlare delle nostre paure prima e poi a buttarle in vacca, a prenderci in giro.
Nel frattempo i miei amici mi comunicano il loro piano di evacuazione e mi metto ancora più paura.
Il mio amico G si è vestito, ha messo le calze e le scarpe sul tappeto a fianco al letto. Si è messo le lenti a contatto in tasca e la giacca attaccata alla porta. Qualcuno ha messo anche una coperta che non si sa mai con questo freddo signora mia.
Comincio anche io a preparare il mio piano. Sistemo la giacca mi tolgo il pigiama e mi metto una vecchia tuta sicuramente più calda del pigiamino di cotone. Infilo le calze, preparo le scarpe e gli occhiali in un posto comodo. Attacco la giacca alla porta e ritorno a letto. Ma chi riesce a dormire?
Dovete sapere che oltre a questo c’è da aggiungere che di mio sono una persona che si spaventa con niente quindi immaginate bene.
Dopo qualche ora riesco a prendere sonno e stamattina altre due scosse ma più leggere, o meglio percepite qui più leggere perché la seconda con epicentro in Emilia era di magnitudo 4.9.
Arrivo in ufficio e su Skype il mio collega ora in trasferta a Parigi ironizza su tutti i movimenti social di questa notte come per dire: “Bino sei il solito esagerato”. Ma lui non c’era! Lui era là al sicuro e la paura non l’ha provata.
Concludo con la frase più bella letta su facebook stamattina, cito:
Schettino in crociera sul Garda fa l’inchino a punta San Vigilio. Ecco spiegato le scosse
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Tags: ansia, magnitudo, paura, scossa, terremoto, verona
December 16th, 2011 / 4 Comments » / by alebino
Al bar della mattina ogni giorno ne succedono di divertenti e degne di nota.
Questa mattina entro per prendere la mia solita mini brioches alla marmellata, perché una intera è troppo e la mia panza non se la può permettere, e un caffè e trovo la barista del cuore con l’aiutante barista del cuore e una signora bionda con un mano un flyer in movimento.
Stanno parlando di canzoni belle, canzoni che piacciono, canzoni che scaldano il cuore e che regalano momenti di svago.
La cliente bionda sventolante dice: “Beh mi sono comprata il cd di quel Tony Bennett, hai presente? Meraviglioso”
La barista del cuore: “L’hai visto da Fiorello, ce l’ho aspetta che te lo faccio sentire”
L’aiutante barista del cuore: “Sì non me lo fai mai sentire dai mettilo su”
La barista del cuore di muove verso il suo ipod fuxia e cerca. Quasi subito esclama: “Eccolo, senti che bella questa canzone che canta con quella lì che poverina è morta giovane”.
Parte la musica e io finisco la mia mini brioches alla marmellata, prendo la tazzina in mano e in men che non si dica la barista del cuore prende l’aiutante barista del cuore e l’abbraccia per ballare un ballo lento. Stanno così tutte e due abbracciate e sorridenti, si muovono a ciondoloni un po’ a destra e un po’ a sinistra ondeggiando sulle note di quel pezzo che tanto le fa andare in un mondo nuovo. La cliente sventolante ascolta e vorrebbe anche lei essere lì abbracciata alle bariste del cuore e ballare un ballo lento ma continua a sventolare e guardare. Io appoggio la tazzina e le guardo perché sono bellissime lì dietro al bancone del bar. Sembrano sognare, si abbandonano l’una sulla spalla dell’altra e ondeggiano mentre la canzone continua a risuonare all’interno del bar.
La cliente sventolante aumenta il ritmo e interrompe il tutto affermando che lì dentro c’è troppo caldo e la magia come ben capirete svanisce. Le bariste del cuore si fermano e riprendono i loro ruoli, si staccano e le chiedono in dialetto: “Maria gheto le scalmane?” Che tradotto vuol dire: “Maria, hai le vampate di calore (tipiche della menopausa)?”.
La magia, come tutte le magie e tutte le favole non possono durare in eterno e anche quella di questa mattina non è durata per sempre. E’ stata bella così, breve ma intensa, interrotta da una tremenda verità fornita dalla cliente sventolante bionda che ha riportato tutti e quattro alla normalità.
Così le bariste del cuore hanno messo via le tazzine a lavare, io ho preso in mano il porta monete e ho cominciato a contare i soldi per pagare il conto e la sventolante si è mossa verso il suo zainetto che aveva appoggiato sullo sgabello. Insomma tutto dopo poco è tornato alla normalità e noi abbiamo ripreso le redini della nostra vita. Così eccomi qui in ufficio contento come non mai perché questa mattina ho visto una favola!
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Tags: bar, caffè, favola, sogno, Tony Bennett, vita
July 14th, 2011 / 4 Comments » / by alebino
Siccome mi hanno rimproverato che non scrivo più su questo blog e io sono una persona molto sensibile ai rimproveri mi ci rimetto e scrivo questo post.
A dire il vero non so quanto scriverò ancora su queste pagine, manca il tempo, mancano gli spunti e diciamolo sono diventato molto più pigro di un tempo. Credo che l’unica causa della mia assenza su questo blog sia la pigrizia poi con questo caldo, signora mia, non si riesce a far nulla.
Quindi, cara C. eccomi qui. Scrivo, pubblico cose, non so se come un tempo ma oggi voglio che sia proprio come un giorno a caso di un anno fa quando ancora avevo la voglia di scrivere.
L’ultimo post parla di dieta, la tradizionale dieta pre prova costume. Volete sapere come è andata? Dopo una settimana di sacrifici mi sono dato alla pizza, non ce l’ho fatta! Mi sono detto che è meglio mangiare con gusto che essere tristi anche al momento della cena o del pranzo! In questi lunghi mesi, non per colpa mia, sono ritornato single. Mi sono fatto un tatuaggio nuovo di cui vado molto fiero manco fossi un protagonista di quel terribile programma tv sui tamarri. Ho imparato a vivere in due e poi ho imparato a vivere di nuovo con me stesso, ho pianto molto e poi sorriso. Ho iniziato a studiare lo spagnolo, passo queste sere caldissime sotto alla ventola appena al soffitto a guardare film in spagnolo e anche telefilm. Carmen Maura ha rifatto la versione spagnola di The Golden Girls, uno dei miei tf anni 80 preferiti.
Sono andato al concerto di Ricky Martin e mi sono ritrovato ad urlare come le signore quarantenni che popolavano l’arena di Verona. Ho dato l’addio ad Ivanca Pervinca, passata la stagione dei tacchi. Ho cominciato a preparare uno spettacolo nuovo a teatro e tra una settimana ci sarà il debutto. Oggi un amico mi ha chiesto se ho già paura e ho risposto di no ma in realtà non è vero. Se penso al giorno della prima mi viene un po’ di ansia ma credo che sia normale.
Ho provato Google+, dopo settimane di richieste a tutti i blogger che si twitter parlavano di come era bello il mondo di google+, sono riuscito ad entrare ed effettivamente è tutto molto splendido e splendente a tal punto da far sembrare Facebook oltre che sovraffollato anche stantio e maleodorante come quando si apre il vecchio armadio della soffitta, o il baule della cantina dove tua madre nasconde le cose a te più care.
Il bianco sta crescendo e ora arriva fino alla pancia, ho trovato ben 2 peli bianchi sul trippone, l’anno scorso erano arrivati al capezzolo. L’anno prossimo scenderanno ancora? Sarà la volta buona che andrò dall’estetista a farmi fare il trattamento completo, non ci voglio pensare!
Ho scritto, cotto e mangiato 92 ricette sul mio nuovo sito di ricette, chezuppa.it e per nonostante questo la trippa è stabile, considerando i miei insuccessi con le diete non sta crescendo e sabato mi sono anche sentito dire (eravamo ad una festa e forse chi l’ha detto aveva esagerato con i pampero cola) che sono dimagrito! Santi Numi, devo fare un santino di questa donna.
Altre cose? Magari le scriverò qui. Forse no, chissà.
Intanto ho marcato il territorio, ho pisciato nell’angolo come faceva Spino. Ci sono, sono vivo, scrivo.
Posted in: Alebino estate
Tags: alebino, chezuppa, cose, dieta, post, rimprovero, ritorno
May 12th, 2011 / 5 Comments » / by alebino
Con questa nuova passione che mi è venuta continuo a cucinare. Esco dall’ufficio e vado a proccacciare del cibo che una volta arrivato a casa trito, mixo e combino per farlo diventare qualcosa di buono che poi pubblico su chezuppa.
Inforno, impasto, faccio bollire verdure, faccio verdure al vapore, faccio pesce al vapore con verdure al vapore, inserisco grassi, amalgamo grassi, emulsiono grassi e il risultato sapete qual è? Beh è facile, il risultato lo si vede guardandomi, la trippa che aumenta!
In questo momento sarebbe utile una foto del prima e dopo, una di quelle foto che fanno vedere durante le televendite dei pilloloni dimagranti in tv solo che al contrario. La foto del prima mi ritrae dopo la precedente dieta e nel periodo pre-chezuppa quando ero asciutto e un pochino più tonico, la foto del dopo invece mi ritrae con una strana protuberanza addominale che proprio stona e mal si cala nel contesto in cui è inserita. Mi sento gonfio e allora mi chiedo quali possano essere le strade da percorrere per ritrovare il mio peso forma.
1. Andare alla clinica Messegué o come diavolo si scrive!
Potrei prendermi un mese di pausa e rinchiudermi in una di quelle cliniche che ti rimettono in sesto mangiando a pranzo una carota al vapore con contorno di numero 3 piselli e 1/2 zucchina. Potrei girare per un mese tra i corridoi della clinica con un accappatoio bianco e potrei usufruire di tutti i trattamenti sì ma quando costa una cosa del genere? Roba da mutuo, passiamo ad un altro metodo…
2. Guardare un canale locale per beccare la televendita dei pilloloni dimagranti.
Adesso che la Wanna non è più sul tv color come si fa a sciogliere la pancia? Ci sono molti pilloloni, tisane e via discorrendo ma mi ricordo che una volta un mio amico ne comprò una confezione e di notte non riusciva a dormire perchè provocava la tachicardia… no io la notte voglio dormire.
3. Andare in farmacia e prendere tutte le creme modellanti, sciogli adipe.
Ma funzionano? Cioè io alla sera mi metto il pomatone sul lardominale e poi dopo un mese di trattamento vedo la differenza? Qualcuno mi sa dare delle informazioni dettagliate?
4. Chiamare Roy de Nazareth
Liposuzione? Va molto di moda. Lo si capisce guardando il tv color ma quanto male fa? Mi ricordo una ragazza amica di mia madre che l’aveva fatta alle gambe perchè erano veramente inguardabili e dopo l’intervento era costretta a stare con delle calze che le comprimevano le cosce, se io devo girare con la pancera in questa stagione divento matto, mi potrebbero crescere coltivazioni di muschi e funghi per il sudore! E poi che male fa? No no no io non voglio sopportare del dolore.
5. Attendere l’estate e la tonsillectomia
Visto che le devo togliere, probabilmente nei mesi estivi potrei cibarmi solamente di gelato alla frutta senza aggiunta di latte, panna e ingredienti grassi ma la data è troppo lontana e prima gradirei affrontare serenamente la prova costume!
6. Mangiare riso in bianco e cocco come all’isola dei famosi
Mi pare che sia questa la tecnica più efficace, tornano tutti dei figurini! Potrei preparare un kit che dura un’intera settimana con dentro un po’ di riso, una scatoletta di fagioli e qualche noce di cocco e poi fare finta di nominare qualcuno, affrontare delle prove leader e ricompensa solamente per rendere il supplizio una cosa più gradevole.
Quale soluzione scegliere? E quale ancora non riesco a vedere davanti a me? Consigli, suggerimenti?
Devo assolutamente ritrovare il mio peso forma!
Posted in: Perchè mai?
Tags: chezuppa, consigli, dieta, dimagrimento
April 14th, 2011 / 2 Comments » / by alebino
Apro la finestra tutte le mattine perché sono bravo e faccio come mamma mi ha sempre insegnato, cambio l’aria alla camera!
“E’ una cosa importantissima mi raccomando… non vorrai mica vivere in un tugurio dall’aria viziata?”
Vedo per prima cosa il terrazzo della “velina bionda” rigoglioso, pieno di piante di ogni tipo, serra-munito e in questa stagione ricchissimo di piante di limoni, mandarini e anche quelli minuscoli che credo si chiamino mandarini cinesi. Poi scendo con lo sguardo e vedo il balconcino della “velina mora” l’inquilina del piano sotto, lei non ha tutte quelle piante come la “velina bionda” lei però in questo periodo ha dei graziosissimi tulipani fuxia, come posso non adorarli?
Terza cosa la tazza tenuta rigorosamente con due mani in attesa che il liquido rovente si raffreddi della “velina mora”. Apro la finestra e lei ha sempre lo sguardo che va verso l’alto, chissà a cosa pensa al mattino la “velina mora”. Sono sicuro che quello è il suo momento privato, personale, dove niente e nessuno possono disturbarla (questo lo so perché io d’estate giro sempre sbadatamente in mutande anche in terrazzo e lei non fa una piega, forse però non sarò il suo tipo! Ahahah).
Posted in: BinoLife
Tags: camera, finestra, mattina, velina bionda, velina mora, vicini di casa
February 5th, 2011 / 2 Comments » / by alebino
Chi mi segue spesso sa quanto mi piace mettere le mani in pasta! Per Natale mi è arrivata una nuova macchinetta per la pasta, questa volta a motore (grazie Nonna!) così la mia vita in cucina sarà molto ma molto facile. Molti dei miei amici rimangono stupiti quando preparo la pasta fresca all’uovo perché pensano che sia un lavoro molto difficile e complicato ma credetemi non lo è!
Impastare è un ottimo metodo per far andar via tutta la rabbia, l’ansia, la noia che ci attanaglia, il momento giusto per fare la pasta all’uovo è dopo una giornata di lavoro molto pesante. Tornate a casa, prendete tutti gli ingredienti e cominciate ad impastare energicamente. Comincerete a sudare, magari ad avere un po’ di fiato corto ma vedrete poi, una volta seduti al tavolo della cucina con una forchetta in mano come starete meglio! Provate e poi raccontatemi cosa è successo.
Oggi è il turno della paglia & fieno, lasagnette gialle e verdi per un pranzo con i fiocchetti! Vediamo gli ingredienti (per 4 persone):
- 4 uova
- 450 g farina
- 40 g spinaci lessati e ben strizzati
- 1 pizzico di sale
Le lasagne gialle le ho fatte impastando 2 uova con 200 g di farina e un pizzico di sale mentre quelle verdi usando 2 uova, 250 g di farina, gli spinaci lessati ben strizzati e tagliati finissimi al coltello e il pizzico di sale.
La pasta va lavorata per bene fino a quando non risulta bella liscia e poi va avvolta nella pellicola e fatta riposare per una mezzora nel frigorifero, mia nonna dice che ha bisogno di riposare dopo tutto lo stress che si è riversato da noi a lei durante la lavorazione.
Con la macchina per stendere la pasta ho tirato le sfoglie partendo dal numero uno e passando più volte un pezzo di pasta per volta fino a quando le sfoglie che escono sono lisce e non presentano strappi o altre cose brutte. Piano piano sono passato allo spessore desiderato. Conditele con un po’ di ragù fatto in casa oppure con una semplicissima salsa di pomodoro!
Buon appetito e buon sabato!
CheZuppa!
Posted in: Alebino Cucina
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