Tagli netti

A volte sento il bisogno di sforbiciare cose del mio essere e passato per riuscire ad andare avanti più leggero e tranquillo, una sorta di lista di buoni propositi ma non mi piace chiamarla così. Viviamo circondati da cose, oggetti che ci appesantiscono e ci limitano di fatto togliendo la parte più bella, ingolfando uno dei motori che ci spinge sempre oltre. Le viscere.

Tutto da lì parte, parlavo prima su skype con Silvia, la maggior parte delle emozioni delle decisioni degli slanci emotivi e dei tuffi nel vuoto parte dalle viscere, da quel punto profondo che spesso fa male e che spesso esplode.

Dobbiamo vivere bene, mettiamocelo in testa. Ma quante persone non lo fanno? Guardatevi intorno e osservate bene le persone che vi vivono al fianco. Quelle con le quali condividete tutto o quasi, quelle che chiamate amici, compagni, mariti, mogli o colleghi di lavoro. Osservateli e ditemi un po’ se non sono ingolfati, se non vivono una vita parziale, seduta e lenta?

Io stesso sono così, non sono qui a parlare di filosofia dall’alto di un pulpito di saggezza è solamente una consapevolezza che difficilmente metto in pratica. Però ci sono giorni in cui c’è la necessità di sfoltire così decido di smetterla di essere pigro e non chiamare ne sentire nessuno delle persone a me chiare. Prendo una mail e scrivo, uso skype e chiedo come stai / che fai / ti va di fare qualcosa. Riallaccio rapporti sopiti, metto carne nuova sul fuoco di rapporti già vivi.

Voglio conoscere gente nuova, voglio incuriosirmi di facce nuove e sconosciute, voglio osservare, condividere, emozionarmi.

Voglio ridere così tanto da avere male alla pancia e poi avere la libertà di piangere subito dopo perché queste due emozioni sono strettamente legate. Voglio ridere e piangere senza vergogna anche in mezzo alla calca del 13 la mattina presto.

Basta con l’autolesionismo, voglio vivere bene!

Grazie Silvia!

In ogni caso stamattina ho tagliato la barba, lodiamo i tagli netti e le sforbiciate, anche quelle più pratiche!

San Biagio vs Sanità Pubblica

Vi state domandando che c’entra San Biagio con la Sanità pubblica? Lasciatemi spiegare.

Lo scorso anno in seguito a non mi ricordo più il numero di tonsilliti passate decido di farmi vedere così vado dal mio medico di base a raccontargli tutto il quale mi prescrive una visita specialistica in Orl per tonsilliti croniche. Prendo la cornetta e chiamo l’ufficio prenotazioni dell’ospedale più vicino e fisso l’appuntamento che sarà dopo circa due mesi. Mi faccio guardare bene in gola e mi dicono che verrò chiamato in estate (quindi dopo circa cinque mesi) per la visita preoperatoria. 
Arriva l’estate e non ricevo telefonate. Arriva settembre e ancora non ricevo telefonate. Ad ottobre ricevo la chiamata e a novembre vado a fare le visite pre operaorie.

Mi sveglio a digiuno, mi trascino prestissimo come mi era stato detto all’ospedale, mi perdo per i corridoi della nuova struttura mi metto in coda per l’accettazione, per il prelievo, per l’ecg, per il colloquio col medico e me ne vado a casa con un “verrai presto chiamato”. Ora è febbraio dell’anno successivo e di chiamate non ne ho ricevute.

Ieri passeggiando per le vie del mio quartiere vedo una locandina.

Cappella di San Biagio – Venerdì 3 febbraio 2012 – Benedizione delle gole.

Profonde? Cioè con gole intendono anche gli accessori che si accompagnano a questa zona anatomica? Se si allora la benedizione comprende anche le tonsille no? 
E’ un ragionamento che non fa una piega. Io esco di casa, attraverso il vicolo buio e tempestoso, attraverso la strada, entro in chiesa, se non crolla al mio eretico passaggio la perlustro per bene alla ricerca della Cappella di San Biagio e mi metto in coda (unica cosa in comune con il percorso fatto nella sanità pubblica) e mi farò benedire gola e accessori annessi.

Dite che funzionerà?

Confido nel santo protettore della gola! San Biagio aiutami tu! Questa sera avrò una gola decisamente benedetta e se mi verrà un’altra tonsillite San Biagio preparati che ti verrò a cercare in ogni dove!

Ci risiamo, è di nuovo l’ora della dieta!

Con questa nuova passione che mi è venuta continuo a cucinare. Esco dall’ufficio e vado a proccacciare del cibo che una volta arrivato a casa trito, mixo e combino per farlo diventare qualcosa di buono che poi pubblico su chezuppa
Inforno, impasto, faccio bollire verdure, faccio verdure al vapore, faccio pesce al vapore con verdure al vapore, inserisco grassi, amalgamo grassi, emulsiono grassi e il risultato sapete qual è? Beh è facile, il risultato lo si vede guardandomi, la trippa che aumenta!

In questo momento sarebbe utile una foto del prima e dopo, una di quelle foto che fanno vedere durante le televendite dei pilloloni dimagranti in tv solo che al contrario. La foto del prima mi ritrae dopo la precedente dieta e nel periodo pre-chezuppa quando ero asciutto e un pochino più tonico, la foto del dopo invece mi ritrae con una strana protuberanza addominale che proprio stona e mal si cala nel contesto in cui è inserita. Mi sento gonfio e allora mi chiedo quali possano essere le strade da percorrere per ritrovare il mio peso forma.

1. Andare alla clinica Messegué o come diavolo si scrive!
Potrei prendermi un mese di pausa e rinchiudermi in una di quelle cliniche che ti rimettono in sesto mangiando a pranzo una carota al vapore con contorno di numero 3 piselli e 1/2 zucchina. Potrei girare per un mese tra i corridoi della clinica con un accappatoio bianco e potrei usufruire di tutti i trattamenti sì ma quando costa una cosa del genere? Roba da mutuo, passiamo ad un altro metodo…

2. Guardare un canale locale per beccare la televendita dei pilloloni dimagranti.
Adesso che la Wanna non è più sul tv color come si fa a sciogliere la pancia? Ci sono molti pilloloni, tisane e via discorrendo ma mi ricordo che una volta un mio amico ne comprò una confezione e di notte non riusciva a dormire perchè provocava la tachicardia… no io la notte voglio dormire.

3. Andare in farmacia e prendere tutte le creme modellanti, sciogli adipe.
Ma funzionano? Cioè io alla sera mi metto il pomatone sul lardominale e poi dopo un mese di trattamento vedo la differenza? Qualcuno mi sa dare delle informazioni dettagliate?

4. Chiamare Roy de Nazareth
Liposuzione? Va molto di moda. Lo si capisce guardando il tv color ma quanto male fa? Mi ricordo una ragazza amica di mia madre che l’aveva fatta alle gambe perchè erano veramente inguardabili e dopo l’intervento era costretta a stare con delle calze che le comprimevano le cosce, se io devo girare con la pancera in questa stagione divento matto, mi potrebbero crescere coltivazioni di muschi e funghi per il sudore! E poi che male fa? No no no io non voglio sopportare del dolore.

5. Attendere l’estate e la tonsillectomia
Visto che le devo togliere, probabilmente nei mesi estivi potrei cibarmi solamente di gelato alla frutta senza aggiunta di latte, panna e ingredienti grassi ma la data è troppo lontana e prima gradirei affrontare serenamente la prova costume!

6. Mangiare riso in bianco e cocco come all’isola dei famosi
Mi pare che sia questa la tecnica più efficace, tornano tutti dei figurini! Potrei preparare un kit che dura un’intera settimana con dentro un po’ di riso, una scatoletta di fagioli e qualche noce di cocco e poi fare finta di nominare qualcuno, affrontare delle prove leader e ricompensa solamente per rendere il supplizio una cosa più gradevole.

Quale soluzione scegliere? E quale ancora non riesco a vedere davanti a me? Consigli, suggerimenti?
Devo assolutamente ritrovare il mio peso forma!

Gente del treno

gente del treno - alebino the king of trashViaggiare sui mezzi pubblici fornisce sempre innumerevoli spunti di riflessione e argomenti per scriverci su post e post e post. Ieri per esempio viaggiavo in direzione Bologna con il treno frecciabianca (volevo arrivare in fretta e comodo anche se il prezzo è indiscutibilmente troppo elevato!!! Vero Trenitalia!?) e nei posti al di là del corridoio viaggiavano due che apparentemente potevano sembrare manager di mezza età. Chiacchierano con accento romano, il treno finiva la sua corsa proprio nella capitale. Parlano di continuo di cose assai noiose, conti, bilanci, segretarie che lavorano e impiegati che sbagliano i conti, capisco quindi che sono dei manager esperti in partite doppie, quelli che una volta si scervellavano tra cifre e conti e che ora impongono ad altri la stessa mansione. 
Sul più bello dei vari discorsi passa una ragazza giovane, alta e slanciata, magra e dai capelli castani lunghi e lisci. La ragazza è vestita bene, senza cappotto, tiene in mano una rivista, la stessa che stavo leggendo io. Il manager senza capelli, l’altro ce li aveva, guarda l’amico / collega e fa una smorfia corredata da occhiolino. Avete presente la smorfia di piacere, la tipica espressione facciale che significa: “quanto è gnocca?! Me la farei subito, se non fosse per questa cazzo di fede che porto al dito… si vabbè… si può fare lo stesso, basta essere furbi e usare un secondo numero telefonico… bla bla bla… che gnocca!”

Rimango basito nel vedere l’espressione non tanto per quello che significa perchè tutti noi quando vediamo qualcuno che ci piace tanto a volte fantastichiamo, non c’è nulla di male, ma per la sfacciatezza di quell’espressione, fatta senza pensare tanto a chi c’è intorno che potrebbe notarla, spontanea, diretta, spavalda!

Lui nota che lo guardo e continua a parlare con l’amico / collega come se nulla fosse. Avrà pensato al Bunga Bunga?

Sull’autobus numero 21 salgono poi due ragazzi, studenti giovani universitari trapiantati (lo capisco dall’accento) e anche loro parlano e parlano. Ad un certo punto quello con i capelli (ebbene sì, anche questi due ben assortiti, uno con e l’altro senza capelli) dice all’amico che il tizio tal dei tali è troppo un “cripto omosessuale” e che bla bla bla bla bla… che schifo! Vorrei intromettermi nella conversazione per fare un po’ di cultura comunicando loro che il termine corretto non è “cripto omosessuale” ma “cripto checca” ma non lo faccio, mi limito a continuare con la mia partita di tetris.

Ecco, solo per rendervi partecipi, niente di più!

 

Quello che mi spaventa di Facebook

Facebook a volte mi spaventa, per dirla tutta non proprio Facebook (non ho intenzione di fare i soliti discorsi su Facebook del tipo che “se non ci sei si Facebook non sei  nessuno”) ma gli iscritti di Facebook.
Ormai è entrato nella nostra vita, ci fa perdere una marea di tempo e per molti è diventato un vero strumento per conoscere gente, per avere una miriade di rapporti, per trovare l’anima gemella.

Un mio amico che come me è spesso presente su Facebook si era invaghito di una persona conosciuta nel reale, gli piaceva, usciva con lui e lui con noi e via discorrendo. Succede poi che questo non si concede per dei motivi tutti suoi che non ho mai voluto sapere (insomma non sono fatti miei), ha smesso di uscire con noi e ha cambiato aria. L’amico mio a questo punto si è sentito messo da parte e  ha cominciato a seguire quotidianamente Facebook per conoscere tutti i suoi movimenti, i cambi di status, le fotografie pubblicate… e ogni volta che ci vedevamo saltava fuori un vero e proprio report dettagliatissimo dei suoi movimenti, dei suoi “mi piace”, della sua vita virtuale sulle pagine di Facebook ma soprattutto delle sue nuove amicizie.

Passano i giorni e i mesi, il mio amico continua incessantemente a controllare il tizio desaparecido e lui che fa? Fa comparire un cuoricino sulla sua bacheca, sapete quello che viene fuori quando si cambia la situazione sentimentale? Quello! Il Desaparecido aveva fatto sapere alla sua rete di amicizie virtuali il suo fidanzamento. Santi numi! L’amico mio allora diventa ancora più costante, sorveglia tutto, continua a cercare e a vedere nuove foto che ritraggono il Desaparecido non più da solo ma spesso abbracciato ad un’altra persona (il suo ragazzo).

Noi che gli siamo vicini abbiamo provato a dirgli che forse era un po’ troppo morboso e che doveva cominciare a staccarsene, sì perchè ormai era andato avanti, persino fidanzato. Non c’è stato verso però di fargli cambiare rotta, sempre e comunque controllava la bacheca con il risultato poi che ci stava male quando tra di loro amanti si scambiavano messaggini carini carini.

Ora di mesi ne sono passati più di due, tra poco festeggiamo l’anno dall’inizio di questa storia e l’amico mio si è un po’ disintossicato ma non del tutto, ancora l’occhio ce lo butta.

Ho provato a dirgli di cancellare l’amicizia, ho provato anche a spiegargli che ci sono persone che si incontrano e dopo due giorni pubblicano già su Facebook che sono “ufficialmente fidanzati” con qualcuno e che questo non deve essere un problema perchè ognuno di noi utilizza il mezzo come meglio crede. Funziona anche nella vita vera, ci sono persone che dicono al mondo di essere fidanzate dopo mesi, ossia quando sono tranquilli che la storia è collaudata e che va bene ma ci sono anche persone che conoscono uno in discoteca, se lo fanno e il weekend dopo lo chiamano già “il mio fidanzato”… siamo fatti così, non c’è scampo. Se poi aggiungi che su Facebook si può anche far finta di essere fidanzati cambiando lo stato a piacere magari solo per fare ingelosire qualcuno diventa un vero e proprio casino!

La mia amica Mara che è molto schietta dice: “ah beh certo…e secondo me cc’è un sacco di gente che dice le cazzate

Ecco quello che mi spaventa di Facebook e dei suoi utenti, passiamo così tanto tempo a sparare cazzate e a leggere le cazzate degli altri che ci facciamo troppo affidamento! E’ diventato un po’ come la nostra gazzetta ufficiale. Se io scrivo una cazzata lì è per forza vera! Ma chi l’ha detto questo?

Certe persone vivono con la convinzione che tutto quello che appare su Facebook sia la realtà!

Mia madre, la nuova opinionista

Mia madre è sempre stata una fedelissima spettatrice del programma televisivo Chi l’ha visto. Sin da quando ero piccino una sera alla settimana sapevo già che dovevo sorbirmi quel programma ma avevo imparato a tenermi impegnato diversamente. Appena sentivo l’inquietante musichetta della sigla andavo da qualche altra parte a giocare, mi defilavo, sparivo nel nulla, mi eclissavo. Negli anni ho seguito tramite lei tutti i casi di rapimenti, scomparse, ritrovamenti. Ho seguito il susseguirsi di tutte le conduttrici del programma, Donatella Raffai, Alessandra Graziottin, Giovanna Milella, Marcella de Palma, Daniela Poggi e per finire Federica Sciarelli. Anche ora che non viviamo più insieme le nostre telefonate serali parlano di Chi l’ha visto, le chiedo sempre che fine hanno fatto le bambine scomparse, i nonnini che non sono più rientrati in casa e che hanno deciso di cambiare vita e via discorrendo. Mi interesso. Ultimamente però come c’era da aspettarsi non si parla più dei soliti casi si parla solo di Avetrana. Mia madre si è trasformata in opinionista televisiva, parla dei fatti con una precisione spaventosa, racconta la vita dei familiari che a sua volta ha sentito durante Chi l’ha visto, la vita in diretta, pomeriggio cinque, matrix, quarto grado e porta a porta. Sa perfino che cosa vuol dire “incidente probatorio”. L’ho voluta interrogare per vedere se ripeteva le cose come una telescrivente oppure se sapeva realmente il significato di tutti quei termini giuridici che ci stanno intasando i cosìdetti. Insomma ho capito che è anche istruttivo tutto ciò, senza tutta questa dose massiccia di programmi telemorbosi lei non avrebbe mai capito il significato del termine “incidente probatorio”, avrebbe preso solamente incidente ipotizzando che so un autobus che sbanda e colpisce un imputato… insomma, sta imparando qualcosa.

Ma tutto questo mi spaventa.

Al telefono provo a dirle, ciao mamma lo sai che sono fidanzato? E lei continua dicendo che la zia non può più parlare con lo zio e che la cugina piange perchè in carcere le hanno tolto i lacci delle scarpe come misura cautelativa. E allora perdo la pazienza e le dico: mamma ma tutta questa vicenda ti cambierà la vita una volta risolta? E lei va avanti nei discorsi probabilmente perchè sa in cuor suo che la risposta a questa domanda è no! Mi sento messo da parte, lo ammetto. Sento che Avetrana vale più dei miei miseri racconti quotidiani, percepisco che vale più questo interesse morboso che ogni altra cosa (lo so sto esagerando un pochino ma lo faccio solamente per farvi capire).

Le dico poi: sei cosciente che tutta questa storia viene enfatizzata per non farti vedere i problemi reali che attanagliano questo paese? 
E lei va avanti.

Con il delitto di Cogne però non successe la stessa cosa, le è passato tutto davanti agli occhi senza un minimo scompiglio ma questa volta è diverso. Chissà perchè queste cose fanno perdere così tanto tempo a così tante persone, chissà perchè si stanno creando continuamente piccoli tribunali condominiali che sentenziano la ragione o il torto degli imputati.

Ieri sera ero a cena per il suo compleanno e uno dei temi di discussione era il fratello che è andato, a quanto mi dice lei, non prendete tutto questo per vero perchè io non sono per niente aggiornato, dal famoso agente delle dive per contrattare ospitate o che ne so entrare nel fantastico mondo della tv. 
Cosa mi racconterà questa sera?
Vi prego aiutatemi!

Amo il trash ma non il sushi

Bino: “Buono il giappo ieri, ho mangiato tantissimo ma non il sushi che non mi gusta!”
Falcon: “Come nn ti piace e che gay sei?”
Bino: “Amo il trash ma non il sushi, che ci posso fare…”

Nulla, non ci posso fare nulla, è che il pesce crudo mi fa impressione, senso. Convivo da anni con innumerevoli problemi alimentari, tranquilli non cose gravi, mi faceva solo senso il pesce in generale eccezion fatta per il tonno in scatola e i bastoncini di pesce fritti nell’olio, da qualche anno però mi sto evolvendo assaggiando pesce e molluschi di varie forme e colore. Con calma un giorno arriverò anche a mangiare quei rotolini di riso e alghe che vanno tanto di moda perchè ormai se dici che non ti piace il sushi sei troppo out
Perfino il mio amico N. che per anni ha portato avanti la dura battaglia anti cene-di-sushi al mio fianco si è convertito, è bastata qualche parola dolce per convincerlo che quello era il top dei top. Galvanizzato da questa esperienza, simile a quando constatai che sono assolutamente divini i calamari fritti, provò a farmi cambiare idea ma niente. Non c’è stato verso, quella cosa a me proprio non va giù. Continuo ad essere la pecora nera del gruppo. Continuo a trovarmi nella spiacevolissima sensazione di rifiuto quando dico di no alle varie proposte di cene take away al nuovo negozietto in centro. Io ci ho provato, ho assaggiato un maki una volta ma proprio non ci siamo e sapete qual è un altro problema? La salsa di soia sa di catrame!
Catrame, asfalto, petrolio, per me sa di un mix di queste cosine deliziose. L’insieme quindi di pesce crudo al riso e alghe intinto nella salsa di catrame proprio non mi alletta, mi spaventa addirittura… eppure sono così belli da vedere quando ti passano davanti ben composti e ordinati su un rullo rotante.

Che colpa ne ho se non mi piace? Potrei vantarmene urlando e gridando il mio essere contrario alle mode! Ma non è così, io nelle mode ci sto dentro fino al collo, come tutti.

Mi piace il trash però e anche so cosa vuol dire CAMP, ho un blog che un tempo aggiornavo con molta più frequenza di adesso, sono un trentenne con i capelli grigi che veste colorato può bastare per essere identificato come tipico gay super avanti?

In ogni caso sarete i primi ad essere avvisati nel caso in cui cambiassi idea in fatto di sushi, ok?

 

Barbie Spia e Bratz povera in canna, i nuovi modelli

C’è una guerra in corso oltre a quelle che già sappiamo, una guerra sotterranea, di spie nascoste che da quindici anni si intrufolano in anfratti improbabili per carpire segreti che nessuno sapeva.
Queste cose prima d’0ra nessuno ve le diceva e voi dovete sapere, non possiamo censurare certe notizie, dobbiamo veicolarle, trasmetterle in ogni angolo del mondo perchè sono cose importanti e che ci cambieranno la giornata!

Le Bratz contro Barbie
“Ci ha spiato per 15 anni”

Son cose serie queste qua, mica pizza e fichi! La Bratz è andata dal suo avvocato in versione Bratz donna impegnata a comunicare che aveva le prove che Barbie Spia internazionale da quindici anni cercava di carpire i suoi segreti più importanti per mantenersi la grossissima fetta di mercato che con gli anni ha acquisito. 
E’ come in uno di quei giochi che facevamo da piccoli con le Barbie. Le travestivamo da infermiere, commesse del supermercato, fatine e reginette del party e cominciavamo a ricamare sopra storie inventate e fantasiose.
Ora il nuovo modello, prossimamente sugli scaffali dei negozi di giocattoli, ah scusate quelli non esistono più accidenti, dicevo, prossimamente sugli scaffali degli ipermercati del giocattolo troveremo Barbie Spia Internazionale in limited edition vestita di nero con mascherina e capelli raccolti in una coda, Barbie Intelligence, Barbie Servizi Segreti, Barbie Jessica Fletcher e Barbie investigatrice privata. A fianco ma a debita distanza perchè ormai sono ai ferri corti troveremo la Bratz povera in canna, la Bratz la legge è uguale per tutti e la Bratz vostro onore mi oppongo.

Se prima i bambini dovevano inventarsi storielle da mille e una notte con principi e carrozze, anelli e scarpette adesso dovranno inventarsi sceneggiature per le prossime serie tv che verranno trasmesse poi su FoxCrime al posto delle incessanti repliche di Zia Jessica Fletcher. 
Che mondo sarebbe senza la fantasia? Coraggio bambini ci sono attori che aspettano di poter recitare nelle vostre serie!

Devo fare vari fioretti

Si lo so che non è maggio e che non sono credente ma qua c’è assoluto bisogno di fioretto!
Ieri in sala prove, ho cominciato a fare danza (diciamo così che è meglio…) mi guardavo allo specchio in mezzo agli altri allievi ed ero il più grasso! In sala c’erano solo secche e quando dico secche intendo persone senza un filo di grasso superfluo. Ovviamente i miei occhi mi hanno fatto vedere una realtà deformata, come quando sulla bilancia invece di leggere il numero esatto lo leggo con qualche kg di meno ma anche partendo dal presupposto che ho una visione della realtà distorta rimango sempre quello con un po’ troppa panzetta e avete presente quando arriverà il momento del saggio? Verrò deriso da tutti, verrò dileggiato, additato, deriso, paragonato ad una balena spiaggiata. Non è possibile, non me lo posso permettere perchè già ho l’autostima ai minimi storici e una botta così mi stroncherebbe subito lasciandomi scatarrato al suolo senza forze.

Devo fare qualcosa. Devo prendere in mano la situazione. Anzi non con una ma con tutte e due le mani. Aggiungo anche i piedi. Tutto!
Devo darmi una regolata, devo fare dei fioretti per cui per un mese dovrò dire addio ai superalcolici, alla pasta, all’abuso di olio e alla pizza.

Accidenti! Come farò? Come potrò essere felice senza tutte queste cose? Mi sento un bambinello smarrito, perso senza nessun punto di riferimento nel mare adiposo. Mangerei solo fritti, capite che per me è difficilissimo darmi sta regolata? Ma devo farlo.
Quasi come un mantra dovrò continuare a ripetere che DEVO FARCELA! Ho un mese di tempo prima di essere deriso da tutti al saggio!

Non me lo posso permettere, devo farcela!

Che orrore – Sex and the city 2

Ho sempre amato Sex and the City. L’ho sempre atteso, guardato con gli occhioni a palla fissi sullo schermo. Ho amato personaggi e odiato scultori russi. Ho visto tutte le puntate almeno una volta, dalla prima alla sesta stagione. Ho visto il primo film e mi è piaciuto molto.

Ho visto il secondo film e sono uscito dalla sala annoiato, incazzato, smontato, arruffato, amareggiato, con la sensazione di aver buttato via i 7 euri del biglietto.

Sex and the city 2 mi ha fatto schifo!

Lo dico senza paura, lo posso ripetere all’infinito. Per me rimanere fino ai titoli di coda è stata una tortura, potevo uscire, volevo uscire ma non avrei potuto giudicarlo bene se non l’avessi visto almeno fino all’accensione delle luci in sala.

Non c’è trama, non c’è niente che ti faccia saltare sulla sedia, che ti rapisca, che ti faccia provare anche la più minima emozione, niente. Sceneggiatura inesistente, inutile e di una noia indescrivibile. Un Cinepanettone! Le uniche scene che fanno ridere il pubblico in sala sono le tipiche scene da film di Natale, sesso.
Se nel primo film durante la scena dell’incontro-scontro tra Carrie e Big in mezzo alla strada dopo che lui non si è presentato al matrimonio ci ha fatto scendere una lacrimuccia in questo secondo non c’è nemmeno un secondo che possa farci battere il cuore. Minuti di apatia totale, un documentario su quanto possano essere tremendamente viziate e sciocche queste 4 donne che prima mi stavano così simpatiche.

Sono deluso e questo è quanto, perchè prima guardare un episodio era anche un momento di riflessione, mentre Carrie scriveva le sue parole sul mac tu ti domandavi se erano vere o ste per caso stava esagerando. Non era solamente un telefilm come altri che ti permettono di mettere il cervello in pausa ma era qualcosa in più.