La mia maglietta del cuore
La mia maglietta preferita è una maglietta verde, leggerissima con un ampio scollo a V. Se devo essere sincero non è completamente monocromatica, si intravede una minima lavorazione batik di un verde più chiaro ma non è per quello che è diventata la mia maglietta del cuore.
Quando la indosso mi sento bene. Quando non so cosa mettere la sera in discoteca metto lei perchè so che non mi tradirà e mi farà stare bene donandomi quella spinta in più per poter dire al meglio quelle quattro cazzate che dico al microfono. Non è perfettamente integra ma ha dei micro buchini perchè io non so stirare ed essendo pigro non mi sono mai preoccupato di badare alla simpatica legenda posta sulla rotella per regolare il calore del ferro così dai una volta dai due che la stiro ad altissima temperatura è diventata una maglietta verde simil groviera. Quando la indosso la sera con le luci della discoteca non si notano i buchetti ma anche se notassero non me ne fregherebbe nulla perchè quella è la mia maglietta del cuore.
Mi ricordo ancora il giorno in cui la comprai. Ero a Barcellona. Che bei giorni quelli, giorni molto belli quanto strani, giorni fatti di tanti momenti che ancora tengo stretti dentro di me. Due settimane di spensieratezza, di ricerca, di sano divertimento e di copiose lacrime. Due settimane di ricostruzione e di intensificazione di rapporti.
Che ridere il viaggio.
Dodici lunghissime ore chiusi in macchina io G. e M. un ragazzo conosciuto qualche giorno prima molto amico del mio amico. Non eravamo soli, c’era anche un cane che doveva stare rigorosamente comodo sul sedile del passeggero costringento me e M. a stare dietro tra le borse e le cose per il viaggio. Se devo pensare alla durata lo definirei eterno perchè tra le varie soste per i bisognini del cane e il nostro continuo bisogno di mangiare e di provare gli autogrill di paesi diversi non si arrivava più a destinazione. Se invece devo pensare in altri termini lo definirei il viaggio più bello di questi trent’anni. Il più bello davvero, senza riserve, il più bello punto.
Avevamo tutti bisogno di partire e di ritrovarci scandagliandoci come radar dall’interno.
Appena partiti le parole facevano fatica ad uscire, troppo scossi per parlare e Verona era ancora così vicina ma a mano mano che la città diventava più lontana e piccola si sentivano piccoli sospiri di sollievo. M. non conosceva nessuna delle vecchie glorie della musica italiana. L’autoradio stava trasmettendo un cd trash contenente Lorella, Raffaella, Donatella e Marcella e lui non sapeva nemmeno una parola. La svolta è stata la sua ignoranza in materia perchè io e G. non potevamo assolutamente tollerare che un ragazzo Gay® si presentasse ai nostri occhi sprovvisto delle basi importantissime per continuare la vita di tutti i giorni. Ci trasformammo in maestrine e mettemmo sul suo capo un virtuale cappello con le orecchie d’asino. Facevamo balletti, imitavamo le stelle più divine trasformammo in un secondo la macchina da luogo silenzioso a covo gaio con lustrini e paillettes, ne avevamo bisogno di quella spensieratezza, avevamo bisogno di ridere senza sosta di buttare fuori da ogni poro le cose brutte e assorbirne di belle e serene.
Per quello la maglietta verde è la mia maglietta del cuore, la numero uno della top ten delle magliette che preferisco, perchè mi ricorda quella svolta quel viaggio che ci ha cambiato tutti e ci ha fatto venire le spalle grosse.
This entry was posted on Thursday, April 8th, 2010 at 10:26 am and is filed under BinoLife. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 feed. You can leave a response, or trackback from your own site.











marcondino... April 9th, 2010 at 12:24 pm
guarda è un pò che ti leggo, ma oggi commento la prima, sarà che barça è un ricordo fortissimo e per un pò mi ha trascinato pensando addirittura di cambiare vita, sarà per la maglietta usurata preferita che anch’io ho conservato per anni, sarà per i viaggi in macchina con le amiche a cantare a squarcigola i grandi classici e a fare le maestrine sempre a qualcuno che ero all’oscuro di similtanta discografia, ma che ci vuoi fare…? un pò mi hai portato felicemente indietro a quando giovinetto e assennato la vivevo lunga… Ciaociao